Wednesday, August 7, 2013

COMPLESSITÀ DELLA CELLULA - VALDEMIR MOTA DE MENEZES

La straordinaria complessità della cellula e il crollo della teoria dell'evoluzione
Scienziati autorevoli affermano che anche la più "semplice" delle cellule è decisamente troppo complessa per essersi generata spontaneamente sulla terra.
Domanda: Se alcuni scienziati sono disposti a ipotizzare che la fonte della vita vada ricercata al di fuori del nostro pianeta, che basi ci sono per escludere che quella Fonte sia un Essere Supremo definito Dio?
Le molecole straordinariamente complesse che costituiscono la cellula — DNA, RNA e proteine — sembrano progettate per cooperare.
Domanda: Secondo voi è più probabile che le complesse macchine molecolari siano il prodotto dell'evoluzione cieca o di una mente intelligente?
LE MURA PROTETTIVE DELLA CELLULA
Per visitare una cellula procariotica dovreste diventare centinaia di volte più piccoli del punto alla fine di questa frase. L'interno della cellula è protetto da una membrana flessibile ma resistente che ha una funzione simile a quella del muro di cinta di una fabbrica. È 10.000 volte più sottile di un foglio di carta, eppure è molto più sofisticata di un muro di mattoni. Sotto quali aspetti?
Come il muro di cinta di una fabbrica, la membrana protegge l'interno della cellula da un ambiente potenzialmente ostile. La membrana però non è impermeabile; consente alla cellula di "respirare" permettendo a piccole molecole (come l'ossigeno) di entrare e uscire. Al tempo stesso, senza l'autorizzazione della cellula la membrana non lascia entrare molecole più complesse e potenzialmente nocive. Oltre a ciò, impedisce che le molecole utili alla cellula fuoriescano. Come fa la membrana a svolgere tutti questi compiti straordinari?
Torniamo all'esempio della fabbrica. Forse vicino alle porte ci sono dei guardiani che controllano i prodotti in ingresso e in uscita. Analogamente, nella membrana cellulare sono incorporate particolari molecole proteiche che fungono da porte e da guardiani.
Alcune di queste proteine (1) sono attraversate da un canale che lascia passare solo particolari tipi di molecole. Altre sono aperte da un lato della membrana e chiuse dall'altro (2). Hanno un punto di aggancio (3) con una conformazione adatta a una specifica sostanza. Quando tale sostanza si aggancia, l'altro lato della proteina si apre per farla passare attraverso la membrana (4). Tutto questo avviene anche sulla superficie della più semplice delle cellule.
DENTRO LA FABBRICA
Immaginate che i guardiani vi abbiano consentito l'accesso. All'interno della cellula procariotica trovate una soluzione acquosa ricca di nutrienti, sali e altre sostanze. La cellula usa queste materie prime per sintetizzare i prodotti che le servono. Ma questo non avviene a casaccio. La cellula, come una fabbrica ben organizzata, coordina migliaia di reazioni chimiche in modo che si verifichino secondo una precisa sequenza e una tempistica prestabilita.
La cellula dedica buona parte del tempo alla sintesi delle proteine. A tale scopo, produce innanzi tutto una ventina di "mattoni" fondamentali chiamati amminoacidi. Questi mattoni vengono fatti arrivare ai ribosomi (5), che si possono paragonare a macchine automatiche che assemblano gli amminoacidi in un certo ordine così da formare specifiche proteine. Proprio come le attività di una fabbrica possono essere gestite da un software centrale, molte funzioni cellulari sono gestite da un "software", o codice: il DNA (6). Il DNA fornisce al ribosoma una copia delle istruzioni dettagliate che indicano quale proteina sintetizzare e come farlo (7).
Quel che accade durante la sintesi proteica è a dir poco sbalorditivo! Ogni proteina si ripiega fino ad assumere una forma tridimensionale caratteristica (8). È proprio questa forma a determinare la specifica funzione che svolgerà. Immaginate una catena di montaggio che assembla motori. Ogni pezzo dev'essere costruito con precisione, altrimenti il motore non funzionerà. In modo analogo, se una proteina non è costruita con precisione e ripiegata fino ad assumere proprio la forma giusta, non può funzionare a dovere e rischia addirittura di danneggiare la cellula.

Come fa la proteina, una volta prodotta, a raggiungere il luogo in cui sarà utilizzata? Incorporata in ogni proteina c'è un'"etichetta", la quale garantisce che la proteina stessa arrivi dove serve. Anche se ogni minuto vengono sintetizzate e trasportate migliaia di proteine, ognuna di esse arriva a destinazione.

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